Arti Grafiche Camilleri

Le origini Vicenzo Camilleri

Le origini delle Arti Grafiche Camilleri vanno ricercate a Catania a principio del ‘900, quando Vincenzo Camilleri avvia nella città etnea un laboratorio di Fotografia: Autotipia, così come testimoniato dal logotipo che ritrae un mezzo busto di donna in chiaro stile Art Nouveau.

Non abbiamo molte notizie rispetto ai primi anni di vita dello Studio Fotografico di Vincenzo Camilleri, non avendo a nostra disposizione nulla dell’archivio della ditta Camilleri del periodo anteriore agli anni ’50.

Guidandoci per alcuni ritrovamenti fortuiti nei mercatini e grazie alla cortesia di alcune famiglie catanesi che conservano fotografie d’epoca, possiamo affermare che lo Studio Fotografico Camilleri si dedica alla fotografia di “studio” e allo sviluppo e stampa di fotografia anche per amatori. Tra tutte le fotografie che abbiamo avuto di visionare nel corso delle nostre ricerche, sicuramente una delle “specialità” dello studio è quella delle stampe di grande formato, come testimoniato da alcune “gigantografie” di personaggi illustri catanesi.

Alla fotografia si affianca anche il laboratorio di autotipia, quindi di riproduzioni di matrici tipografiche su zinco, ma anche di servizi di fotomeccanica.

L’autotipia è un termine del settore grafico che si riferisce a uno dei procedimenti della zincografia o, in senso più ampio, può essere usato come sinonimo di zincografia stessa. La zincografia è un processo di incisione su lastra di zinco, utilizzato per la produzione di matrici per la stampa. Si tratta di un procedimento chimico per incidere disegni o fotografie su lastre di zinco, creando così una matrice in rilievo utilizzabile per la stampa tipografica. Questa tecnica, nota anche come zincotipia, è stata ampiamente usata per la riproduzione di immagini in libri e giornali e oggi è principalmente sostituita dalla stampa offset. 

La Scuola di Fotomeccanica e fotografia industriale presso il Regio Ospizio di Beneficenza di Catania

Non esistono dati certi, ma possiamo affermare, che Vicenzo Camilleri studia e apprende le tecniche di riproduzione fotografica industriale durante il suo soggiorno a Milano, nel periodo anteriore alla Prima Guerra Mondiale. Lo studio fotografico nato inizialmente come un normale gabinetto fotografico, presto si convertirà in un laboratorio specializzato in fotomeccanica, serigrafia, litografia e produzione di clichés tipografici.

A principio degli anni ’20 lo studio di Fotografia: Autotipia di Vincenzo Camilleri, si trasferisce presso il Regio Ospizio di Beneficenza di Catania, ubicato nell’ex Convento dei Gesuiti in via dei Gesuiti 7. Questa istituzione, nata a principio del 1800, era organizzata in brefotrofio, orfanotrofio, collegio correzionale e più avanti anche carcere minorile. I giovani vi permanevano fino alla maggiore età e seguivano corsi di formazione scolastica elementare, media, professionale e apprendimento dell’arte del disegno. I corsi di studio erano affiancati da stabilimenti scuola nei quali si insegnava un mestiere: calzoleria, ebanisteria, falegnameria, forgiatura dei metalli, nichelatura, sartoria, tipografia.

All’interno del Regio Ospizio di Beneficienza nascerà nei primi anni ’20 la Scuola di fotomeccanica e fotografia industriale, per la produzione di clichés di ogni genere, diretta dal Professore Vincenzo Camilleri Maestro fotografo.

Una foto del Palazzo dei Principi di Biscari, che si trova nella collezione della Famiglia dell’Architetto Leone, reca sul verso della foto un timbro che indica: Riproduzione dell’Officina Fotomeccanica Vincenzo Camilleri – R. Ospizio di Beneficenza – via Gesuiti 7, Catania. Questo documento ci può aiutare a datare il momento in cui molto probabilmente si produce il trasferimento presso il R. Ospizio di Beneficenza.

Nella foto si può ancora vedere il “lungomare” che si trovava di fronte al Palazzo del Principe di Biscari, solo negli anni ’30 si procederà al riempimento di questo tratto di costa compreso tra il palazzo e gli “Archi della Marina”. Quindi possiamo ipotizzare che il trasferimento dello Studio Camilleri presso il Regio Ospizio si produce tra il 1915 e il 1920 e sicuramente anteriormente ai primi anni ’30 quando è già largamente documentata la presenza dello Studio Camilleri presso il Regio Ospizio.

Catania – Palazzo monumentale stile barocco, Principe di Biscari.

Gli anni ’30 e ’40

Gli anni ’30 – ’40 sono senza ombra di dubbio, gli anni della crescita industriale dello stabilimento del “Professore Camilleri”, che trasferitosi a principio degli anni’20 presso il Reale Ospizio di Beneficenza, avrà la possibilità di crescere e di stabilirsi come una delle principali “industrie” di arti grafiche della provincia di Catania e della Sicilia Orientale, sfruttando durante almeno tre decenni una posizione di “monopolio” ed “egemonia” nel settore della fotomeccanica.

Durante anni l’attività professionale di Vincenzo Camilleri sarà accompagnata da una intensa attività di docenza e di ricerca nell’ambito delle tecniche di riproduzione fotografica. La produzione di clichés per la tipografia e le riproduzioni fotomeccaniche di grande formato saranno alcune delle specialità dello Stabilimento di Fotomeccanica di Vicenzo Camilleri.

Proprio in questi anni assistiamo allo sviluppo e alla crescita della tipolitografia, che pian piano sostituirà la tipografia tradizionale. I metodi di riproduzione fotografica applicati alla fotomeccanica e alla stampa Offset, saranno il motore di una trasformazione radicale dell’industria delle arti grafiche. Lo Stabilimento di Fotomeccanica di Vincenzo Camilleri, sarà in continuo aggiornamento tecnico e tecnologico, per stare al passo con i tempi e per garantire le migliori soluzioni ai propri clienti.

Questo continuo aggiornamento è ampiamente riscontrabile nella “biblioteca” di volumi specializzati e di manuali tecnici che viene costituita proprio in questi anni all’interno dello stabilimento.

Negli anni questa piccola “biblioteca” è stata conservata e ad oggi è parte dell’ Archivio Storico delle Arti Grafiche Camilleri, composto dalla documentazione aziendale e da una collezione di clichés, che riscostruisce in parte le varie epoche della produzione e della gestione della ditta durante gli anni ’30 fino agli anni ’80 del XX secolo.

Fotografia d’arte e grafica editoriale

Gli anni ’30 saranno per Catania gli anni dello sviluppo urbanistico della città e le Arti Grafiche Camilleri si occuperanno attivamente di documentarne la crescita. Sono numerose le testimonianze di queste fotografie “ufficiali” che vengono realizzate dallo studio e che ritraggono i nuovi palazzi governativi, come nel caso del Nuovo palazzo del Consiglio Provinciale dell’Economia Corporativa di Catania, immortalato nel 1933.


31 ottobre 1933 “Nuovo palazzo del Consiglio Provinciale dell’Economia Corporativa di Catania”.
Officina Fotomeccanica Vincenzo Camilleri Catania

La fotografia d’arte e la fotoincisione di clichés per la stampa tipografica, diventeranno una delle principali attività dello stabilimento di Vicenzo Camilleri, affiancate dalla stampa d’arte come la serigrafia a colori e la litografia. Anche l’attività di grafica e di fotografia specializzata per le principali case editrici catanesi si intensificherà durante tutti gli anni ’30, come ampiamente testimoniato dalle numerose pubblicazioni di libri, riviste e stampati commerciali, che vengono stampati grazie ai clichés dello Studio di Fotomeccanica di Vincenzo Camilleri.

In alcuni casi anche le fotografie sono opera di Vincenzo Camilleri Maestro Fotografo, come nel caso della fotografia del conosciuto attore catanese Angelo Musco, che viene ritratto nel 1937 per il libro edito dallo Studio Editoriale Moderno, “Catania ad Angelo Musco”. La dicitura nella quarta di copertina cita testualmente ” Fotografia della copertina e cliché di V. Camilleri”.

Un’ altro esempio di produzione di clichés per riviste dell’epoca lo ritroviamo nel Numero Unico della IV Fiera dello Ionio di Acireale del 1934. Le opere riprodotte nella rivista sono a carico dei più importanti fotografi del momento della scena etnea. Mentre i clichés, ancora una volta, sono opera dello Studio Fotomeccanico di Vincenzo Camilleri, la presenza della indicazione espressa dello studio non è scontata. Si tratta di stampati commerciali e raramente all’epoca si ritrovano indicazioni sulle ditte che producevano i clichés. Ma nel nostro caso, vediamo come durante gli anni ’30 e ’40, fosse importante per le pubblicazioni di qualità, indicare che i clichés e le fotografie venissero realizzate dal Prof. Vincenzo Camilleri di Catania, a testimoniare la professionalità dei mezzi tecnici e tecnologici impiegati per le riproduzioni delle fotografie.

Salvatore Camilleri artista e imprenditore

Già alle fine degli anni ’20 Salvatore Camilleri nato nel 1909, primogenito di Vincenzo, entrerà a far parte delle Arti Grafiche Camilleri, occupandosi direttamente della sezione di fotomeccanica. Salvatore non sarà un semplice operaio specializzato, ma un collaboratore prezioso che presto si renderà autonomo rispetto al padre Vicenzo, anche se con non poche difficoltà a causa del carattere autoritario del capostipite.

Artista, poeta e scrittore, Salvatore Camilleri, saprà unire la professionalità e il “mestiere” appreso a “bottega”, con la sua innata sensibilità per tutte le discipline delle arti grafiche applicate e non solo.

Lavoratore instancabile e allo stesso tempo uomo dotato di una enorme sensibilità artistica Salvatore, “Totò” per gli amici e i familiari, si dedicherà con corpo e anima allo crescita della azienda familiare, e sarà sempre attento a modernizzare le attrezzature, per rendere sempre un servizio migliore alla clientela.

Dedito alla pittura, presenterà con soli 18 anni la sua prima mostra personale a Taormina, seguiranno numerose mostre personali e collettive durante la maggior parte della sua vita. Nel 1942, in piena Seconda Guerra Mondiale, Salvatore Camilleri, operaio militarizzato presso lo stabilimento paterno parteciperà alla mostra di Arte di Guerra presso le sale del Castello Ursino di Catania, con un quadro che ritrae le Terme della Rotonda.

La Seconda Guerra Mondiale

Durante la Seconda Guerra Mondiale lo Stabilimento delle Arti Grafiche Camilleri, verrà militarizzato e Salvatore Camilleri, continuerà a lavorare come operaio militarizzato, richiamato alle armi con il grado di caporale.

Sono anni convulsi e difficili, lo stabilimento di fotomeccanica sarà impegnato nelle riproduzioni delle fotografie aeree, che tanto la Regia Aeronautica che la Luftwaffe necessitano per la guerra nel Mediterraneo. Nel giugno del 1943 lo scoppio di una lampada ad acetilene converte a Salvatore Camilleri in una “torcia umana” e lo riduce a fin di vita. Vivo per miracolo, Salvatore si salverà anche grazie alle cure dei medici britannici, che lo aiuteranno con le cure contro le ustioni a cambio di piccole cartoline acquerellate a mano, che Salvatore dipinge durante la convalescenza, trascorsa in un piccolo paese etneo.

Gli anni ’50 e ’60